Indagine Fabbisogni Formativi

Per realizzazione di un “Iter formativo personalizzato” per le realtà agricole biodinamiche.

INDAGINE SUI FABBISOGNI FORMATIVI E DI PROFESSIONALITA’ DELLE REALTA’ AGRICOLE DELLA TOSCANA A INDIRIZZO BIODINAMICO O IN CONVERSIONE

PREMESSA

Per capire le esigenze formative delle aziende agricole sono stati condotti incontri per tematiche speciali del comparto agricolo. Durante esse gli agricoltori sono stati stimolati a individuare criticità, problematiche e le competenze che dovrebbero avere le risorse umane in agricoltura biodinamica.
Al termine di ogni focus-group sono stati somministrati questionari alle aziende agricole al fine di far emergere ulteriori bisogni formativi oltre a quelli già evidenziati durante gli incontri. Saranno i dati risultanti da queste modalità di acquisizione a permettere di definire la pianificazione di una formazione professionale specifica.

OBIETTIVI

Le realtà agricole che lavorano in biodinamica o che intendono applicarsi alla biodinamica costituiscono un esempio di innovazione. Generalmente hanno bisogno di essere seguite nella fase di conversione.
Innanzitutto sono state valutate qualitativamente e quantitativamente, le tipologie delle realtà differenti per caratteristiche, mercati di riferimento e interessi formativi. Si è atteso anche a definire la disponibilità alla partecipazione a piani formativi.
Si tenga presente che l”Iter di consulenza formativa personalizzata”, che è stato infine formalizzato dall’Associazione Per l’Agricoltura Biodinamica, tiene presenti sostanzialmente le istanze emerse da questa indagine.

INTERVISTATI

E’ stato individuato un campione rappresentativo di realtà agricole.
Il campione selezionato è stato scelto sulla base di elementi già noti e valorizzando le aziende maggiormente rappresentative e di impatto sull’occupazione. Il nostro campione di riferimento è circa il 50% della popolazione regionale complessiva ed è stato selezionato in modo da coprire equamente le varie attività.
Le realtà biodinamiche sono rappresentate sia da entità a conduzione familiare, sia da grandi realtà multifunzionali.
Per le aziende di dimensioni contenute il titolare dell’azienda spesso svolge più mansioni: amministrativa, colturale, gestione magazzini, commerciale.
L’intervista è stata pensata in modo da poter analizzare le caratteristiche delle aziende e le loro necessità, suddivise in aeree tematiche. Una prima sezione è stata dedicata all’anagrafica dell’azienda e all’individuazione
del settore produttivo, una altra e la seconda stimolava considerazioni complesse e articolate. La prima parte è suddivisa in domande dalle quali è
possibile individuare le caratteristiche dell’intervistato e dell’azienda che rappresenta, in particolare le informazioni riguardanti il settore di attività, le dimensioni dell’azienda, il mercato di riferimento e in fine, ma non per questo di scarsa importanza ai fini dell’indagine, l’utilizzo dei mezzi informatici, ancora molto scarsi.
La seconda parte dell’indagine affronta tematiche quali: sostenibilità,
innovazione, analisi e sviluppo aziendale, imprenditoriale, organizzativa, aggiornamento tecnico e professionale ed infine le competenze trasversali, Una particolare attenzione veniva riposta nelle modalità formative preferite, nell’indicare le figure professionali più importanti per l’azienda e quelle più difficili da reperire sul mercato del lavoro e di indicare le carenze.
Infine si è mirato a individuare l’aspetto organizzativo ecnico agronomico in vista dell’Iter formativo.
Le interviste realizzate in totale sono 20.

RISULTATI

DATI ANAGRAFICI

Dalla prima parte dell’intervista emerge che gli intervistati sono prevalentemente titolari dell’azienda.A volte si tratta di cooperative e a volte di realtà societarie articolate ed estese.
Alle aziende era permesso di indicare più opzioni .
Circa il 30% degli intervistati ha dichiarato di avere fino a 2 addetti che lavorano in azienda. Le tipologie contrattuali sono quelledei coadiuvanti familiari o dei dipendenti o dei cooperanti. Una parte delle attività è svolta da stagionali e terzisti.
Le aziende, hanno una dimensione variabile tra i 12 ettari e i 1.500 ettari.

QUESTIONARIO DI MERITO

Di seguito cercheremo di individuare quello che è emerso dalla seconda parte dell’indagine sull’attività aziendale e sulle disponibilità a investire in
formazione. Per analizzare più correttamente il questionario abbiamo suddiviso il medesimo in sei parti che andremo ad esaminare singolarmente aggiungendo sotto ad ognuna una tabella con i dati raccolti dall’indagine.
La domanda di aggiornamento era per aree tematiche: sostenibilità e innovazione sono attesi specialmente dalle aziende in conversione. Inoltre appare interessante l’apprezzamento verso le competenze sulle fonti energetiche alternative e i contributi per le nuove tecnologie di sostenibilità ambientale. L’analisi dell’organizzazione vede le espressioni della vendita, specie all’estero e sui nuovi mercati, quale fattore di punta. Tecniche di compostaggio, gestione dei preparati, lavorazioni del suolo, riequilibrio e saluto genesi, sono state particolarmente menzionate.
Va considerato l’interesse alla lingua tedesca e alla lingua inglese e alle nozioni base di informatica

Il periodo migliore per dedicarsi alla formazione è considerato quello delle pause produttive, che però varia per tipologia e vocazione aziendale. Ad ogni modo è il periodo che va dalla seconda settimana di gennaio a tutto febbraio il più indicato. La formula della consulenza formativa, che poi è stata articolata dall’”Iter” è risultata la più gradita. Questa, proprio perché personalizzata e articolata in diverse tipologie di apprendimento, consente alla realtà agricola di raggiungere risultati più efficaci e meno onerosi.

Le figure professionali di supporto sono stare individuate in parte negli esperti e consulenti e in parte nella funzione di sostegno organizzata da parte degli agricoltori stessi, tramite gruppi di lavoro incentrati su tematiche speciali. Da ciò è nata l’esigenza di avviare gruppi di lavoro specialistici.

Non si può fare a meno di notare la grande apprensione che emerge sulla gestione burocratica, il cui peso raggiunge in alcuni casi il 50% delle ore lavoro di una azienda.
Poca consapevolezza emerge sul ruolo giocato dalla capacità di commercializzare. Questo ha spinto a immaginare la realizzazione di un contratto di rete che supporti le carenze professionali non immediatamente colmabili
Alcuni aspetti tecnici:
La gestione dei suoli
Il compostaggio,
La gestione dei preparati biodinamici
La fertilizzazione
La fertirrigazione
L’irrigazione
La difesa delle piante
La produzione e gestione dell’energia
La programmazione della produzione
La commercializzazione
La gestione burocratica dell’attività
L’indirizzo sul cambiamento delle produzioni
L’attività di cantina (consulenza enologica)

Chiaramente grande sensibilità è emersa sulle tematiche ambientali sopratutto la fertilità del suolo e la sua struttura.
I motivi che hanno spinto le aziende a scegliere il biodinamico sono vari. Tra questi una forte motivazione spirituale e morale. Emergono anche altre valutazioni: diminuzione dei costi, miglioramento dell’immagine aziendale, possibilità di accesso a nuovi mercati. Infine una costante motivazionale è quella della salute dei lavoratori messa a rischio da sistemi di conduzione industriale.

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