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APAB Istituto di Formazione
Dai Pannolini Ai Nuovi Banchi Di Scuola!

Dai pannolini usati ai banchi di scuola. 25 banchi di un materiale nuovo, indistruttibile, a prova di graffio e di gomma da masticare, ricavato dalla rilavorazione di scarti di produzione di pannolini e dagli scarti della produzione di olio di oliva (sanse esauste). A realizzarli, e a donarli alla scuola La Pira di Firenze (la prima in Italia) è la società Ecoplan, in partnership con l’Istituto Apab di Firenze. L’inaugurazione venerdì 11 dicembre ore 10.30 alla scuola La Pira, via dei Bruni 21, alla presenza tra gli altri della vicesindaco Cristina Giachi e del sottosegretario MIUR Davide Faraone, di Giuseppe Centomani direttore del Centro Giustizia Minorile della Toscana e dell’Umbria, Carlo Triarico Direttore Apab e Domenico Cristofaro Fondatore e Presidente della Ecoplan. L’attuale piano fatto con pannelli di legno truciolare rivestito con incollaggio di formica sarà sostituito con un pannello in ecomat, prodotto con un innovativo processo industriale unico al mondo. V
iene mescolata la plastica contenuta negli scarti e negli sfridi della produzione di pannolini, pannoloni e assorbenti igienici assieme ai noccioli di olive (sansa esausta), provenienti dalla filiera di produzione dell’olio di oliva della Piana di Gioia Tauro. Il progetto coinvolge, nel rispetto e le indicazioni del decreto 8 maggio 2003, n.203 del Ministero dell’Ambiente, che impone alla P.A l’utilizzo preferenziale, almeno al 30%, dei materiali riciclati e riciclabili.

Apab, oltre a fare da tramite con la scuola La Pira e il Comune di Firenze, ha coinvolto nell’assemblaggio dei banchi la mano d’opera prestata da minorenni a rischio di esclusione sociale, prevalentemente sottoposti a misura penale esterna e da detenuti che grazie all’art. 21 godono di permessi esterni per svolgere attività formative e di utilità sociale.
Tramite il progetto Feis, realizzato dall’ente formativo APAB e finanziato dal Centro di giustizia minorile, i ragazzi dell’area penale esterna hanno portato avanti un’attività a favore della cittadinanza. Un’esperienza costruttiva e riparatoria, in linea con la “nuova idea di giustizia”, che trasforma la pena in costruzione di una nuova coscienza, in consapevolezza di appartenere alla Comunità.

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